formazione psichiatrica

 

Editoriale

Come preannunciato il trentunesimo anno di vita della Rivista Formazione psichiatrica comporta un ampliamento degli interessi e un arricchimento culturale attraverso la disponibilità di autorevoli Studiosi di altre discipline che a nostro giudizio possono arricchire il bagaglio degli psichiatri nel loro complesso compito preventivo, terapeutico e riabilitativo. Una analisi della nostra società italiana e più in generale della società occidentale, che attraversa una gravissima crisi, non solo economica, non dovrebbe essere estranea alla attenzione degli psichiatri e della psichiatria che deve riscoprire il suo ruolo e la sua collocazione tra la filosofia e l’antropologia, mediando tra le scienze positive e quelle umanistiche in una situazione in cui la separazione e la netta contrapposizione di matrice positivistica è in via di superamento. Il superamento delle ideologie nella vita politica e la frammentazione culturale in tutte le espressioni sociali ha indotto al nichilismo che Nietzsche ha definito “l’ospite inquietante che si aggira nel mondo contemporaneo con svalutazione dei valori supremi”.

Stranamente gli psichiatri, così presenti nel dibattito politico e culturale negli anni precedenti la riforma psichiatrica, sono oggi parecchio assenti e rassegnati di fronte alla generale crisi della sanità, specie della assistenza psichiatrica ed in particolare di fronte alla emergenza educativa che induce all’alcolismo, alle dipendenze, al bullismo, alla violenza, alla depressione e alla disoccupazione. Come mai non ci allarmiamo leggendo di persone disoccupate che si suicidano?

Devo pertanto ringraziare vivamente i professori Roberto Cipriani, Sociologo nell’Università di Roma, Luciano Corradini, già Ordinario di Pedagogia nell’Università di Roma, Presidente onorario dell’AIDU (Associazione italiana Docenti Universitari) e già Presidente dell’UCIIM e dell’IRRSAE, Santo Di Nuovo, ordinario di Psicologia e già Preside della Facoltà di Scienze dell’educazione della Università di Catania, Laura Faranda Ordinario di Antropologia nell’Università di Roma che contribuiranno a far crescere il livello culturale della Rivista. Ringrazio pure il Prof. Renato Bernardini, farmacologo nell’Università di Catania e Membro dell’AIFA. Infine non posso non finire con la gratitudine immensa nei confronti di Bruno Callieri che sin dal 1980 ha onorato della Sua direzione questa Rivista ed ancora adesso ci continua a dare preziosi consigli e pregevoli scritti.

Vincenzo Rapisarda

 

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